Nuove regole per combattere il “rincaro selvaggio” degli alimentari
Doppio prezzo (origine e dettaglio) da applicare sui cartellini di vendita; filiere più corte e rapporti stretti e organici tra i vari soggetti; maggiore trasparenza; Osservatori a livello regionale e nazionale per monitorare costantemente il mercato; interventi tempestivi e fermi da parte del Garante per la sorveglianza dei prezzi. Questa la ricetta rilanciata oggi della Cia-Confederazione italiana agricoltori.
Gli aumenti dei prezzi registrati in questi ultimi giorni -afferma la Cia- non sono da addebitare agli agricoltori, di cui, peraltro, non ne hanno beneficiato. Basti vedere che i prezzi degli ortaggi all’origine -come segnala anche l’Ismea- sono diminuiti di circa il 25 per cento.
Per questa ragione -avverte la Cia- occorre intervenire al più presto per correggere le anomalie del mercato. Il nostro Paese, tra quelli sviluppati, è caratterizzato sia dalla più elevata forbice origine e consumo, sia dalla grande volatilità dei prezzi alla produzione. Non mancano, del resto, comportamenti speculativi che aggravano gli storici ritardi e le difficoltà delle organizzazioni economiche dei produttori. Una recente indagine conoscitiva dell’Antitrust sulla distribuzione nel mercato ortofrutticolo ha evidenziato diffuse inefficienze della filiera.
Il problema -rimarca la Cia- deve essere affrontato alla radice: inefficienza della filiera e trasparenza del mercato. Sette anni fa la Cia lanciò la petizione sul doppio prezzo; ad essa, a parte alcune proposte legislative, non si è dato seguito. Anche, spiace riconoscerlo, per una diffusa disattenzione. Non si capì che il nocciolo della proposta non era introdurre elementi di dirigismo nel mercato e nuove complicazioni, ma, semplicemente, più trasparenza nei processi di formazione dei prezzi e maggiori possibilità di “controllo sociale”. Da qui l’esigenza che tale iniziativa sia ripresa e resa realmente concreta.
D’altra parte, gli agricoltori, come dimostrato dalle vicende degli ultimi giorni, non sono in grado di influenzare gli andamenti di mercato, ma, spesso, non conoscono nemmeno, in tempo reale, le quotazioni dei prodotti. Esistono, in Italia, numerose e diffuse sedi di rilevazioni dei prezzi: dalle Camere di commercio ai mercati, al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
Tutti questi strumenti, tuttavia, hanno due limiti: il primo è che non rilevano il prezzo all’azienda agricola, il secondo è che non sono diffusi in tempo reale e, dunque, sono di limitata utilità, vista l’alta variabilità delle quotazioni e la scarsa diffusione della vendita su contratto.
C’è, quindi, bisogno -rileva la Cia- di un sistema informativo degli andamenti dei prezzi in tempo reale. Per questo si propone la costituzione, a livello nazionale e regionale, di Osservatori prezzi. Ad essi dovranno partecipare le organizzazioni agricole e avere il compito di acquisire, sulla base di metodologie comuni, per i più significativi prodotti, le quotazioni dei prezzi nelle diverse fasi, dall’azienda al consumo. Quotazioni che dovranno essere diffuse in tempo reale come strumento di informazione per gli agricoltori, innanzitutto, e per i consumatori.
Fonte: CIA Confederazione Italiana Agricoltori



