I vini toscani registrano un +13,5% sull’export
Da gennaio a settembre la Toscana ha esportato nel mondo vini di qualità per un valore complessivo di oltre 323,6 milioni di euro contro i 285 milioni dello stesso periodo 2010.
Dopo l’eccezionale performance del 2010 (+45,8%) il 2011 conferma il trend positivo delle esportazioni dei vini di qualità toscani cresciute, nei primi nove mesi dell’anno, di un ulteriore 13,5%. Dopo la battuta d’arresto registrata nel 2009 (-17,8%) il commercio estero delle etichette toscane torna così ai livelli pre-crisi.
Da gennaio a settembre la Toscana ha esportato nel mondo vini di qualità per un valore complessivo di oltre 323,6 milioni di euro contro i 285 milioni dello stesso periodo 2010.
Un successo, quello registrato a livello internazionale dai vini toscani, che riguarda tanto i rossi (+13,8%) che i bianchi (+9,7%) e confermato anche dalle quantità salite, nel loro complesso, del 13,4% rispetto ai primi nove mesi del 2010. Ma in questo caso sono i bianchi a far registrare la performance migliore: +41,7% contro il +11,9% dei rossi.
Dal punto di vista dei mercati di sbocco, con oltre 96 milioni di euro esportati nei primi nove mesi del 2011 (+1,3%) gli Stati Uniti si confermano il primo cliente della Toscana, seguiti dalla Germania (55,3 mln, +0,3%), dal Canada (26,6 mln, +2,3%) e dal Regno Unito (18,2 mln, +0,2%). Tra i mercati storici dell’export toscano di vino segni negativi solo per la Russia (-0,3%) e per la Svizzera (-20%). Eccezionale la performance del Giappone: l’export nel Paese asiatico sono passate dai circa 2,6 milioni dei primi nove mesi del 2012 ai quasi 8,7 mln del 2011. Ottimi segnali, infine, dai mercati emergenti: Cina (+40,6%); Hong Kong (+51,6%); Brasile (+3,8%) e India (+3,4%).
Entrando più nel dettaglio dei mercati è da rilevare come solo nel Regno Unito si registri una flessione dell’export dei vini rossi di qualità (-1,6%). Sul fronte dei bianchi, invece, cala la Russia (-6,3%) e frena bruscamente la Svizzera (-71,1%). Per il resto i segni sono tutti positivi con ottimi risultati sia nei mercati storici che negli emergenti.
Fonte: AIOL Agricolturta Italiana On Line



