L’Unione Europea è l’area con il maggior numero di consumatori di bevande alcoliche e il più alto tasso di consumo al mondo. L’Italia è il Paese con il numero più basso di bicchieri consumati in una giornata e la più alta percentuale di astemi e i dati relativi all’ultimo decennio evidenziano consumi in discesa e aumento della platea dei consumatori moderati.

Nell’agosto 2011 l’Associazione nazionale Città del Vino ha inviato ai suoi associati in un veloce questionario per conoscerne il grado di sicurezza e sensibilità su questo argomento. Le risposte dei 39 Comuni che hanno partecipato al sondaggio hanno rivelato un grado tutto sommato soddisfacente di attenzione all’applicazione della legge, alle tematiche dei comportamenti a rischio ed all’importanza del bere consapevole, da parte degli enti locali, delle scuole e, anche se in misura minore, dei titolari degli esercizi commerciali coinvolti.

Sul livello di impegno in materia di controllo e prevenzione da parte delle amministrazioni locali ha, inoltre, senza dubbio influito la progressiva erosione delle risorse destinate agli Enti locali. E se l’aumento della consapevolezza della pericolosità dell’alcol alla guida è stato senza dubbio “aiutato” dall’inasprimento dei controlli e delle pene, è d’altra parte evidente, proprio con particolare attenzione alla prevenzione dei comportamenti a rischio riconducibili all’abuso di bevande alcoliche, l’importanza della divulgazione, soprattutto tra i più giovani, degli strumenti atti a costruire un’educazione ad un corretto consumo alimentare ed al bere moderato e consapevole.

Anche per restituire al vino in tutta la sua pienezza quel valore sociale, dato dal patrimonio culturale cui fa riferimento, la cui erosione rischia di per incidere negativamente sia sullo sviluppo economico del settore agroalimentare sia sullo sviluppo di consumi corretti. Lo conferma, peraltro, la riduzione del fenomeno degli incidenti notturni del fine settimana in quelli che fino a poco tempo fa erano territori di elezione – come la riviera romagnola, veneta, toscana e la zona dei laghi – e dove iniziative efficaci come per esempio “Brindo con prudenza” attivate dalla Polizia Stradale con la Fondazione Ania, hanno contribuito a migliorare la casistica.

Città del Vino intende ora approfondire il rapporto tra opera di controllo e informazione e infortunistica stradale, ma poichè, per stessa indicazione dell’ISTAT attualmente il sistema di rilevazione statistica in relazione alla guida in stato di ebbrezza o comunque alterato dall’uso di droghe o sostanze non è adeguato né consistente rispetto ai modelli che generano le stime europee e internazionali e non è quindi possibile avere dei dati ufficiali per distribuzione territoriale a livello comunale, nella seconda fase del sondaggio Città del Vino chiederà ai suoi Comuni di dare un ulteriore contributo cercando di ricostruire i numeri relativi agli incidenti alcol correlati nel proprio territorio.

Tutti i contributi saranno preziosi anche perchè uno degli interventi proposti dall’Associazione prenderà il via, nei primi mesi del 2012, grazie a”Città del Vino Lab”, il laboratorio di formazione itinerante delle Città del Vino che dedicherà uno dei primi corsi in programma al “Bere moderato e consapevole”.

Il corso è destinato ad agenti di polizia e funzionari di enti che, nelle scuole, formano gli studenti al superamento degli esami di guida, con lo scopo di fornire alle amministrazioni comunali un modello di intervento nelle scuole, facilmente applicabile, per promuovere la cultura alimentare e il corretto consumo di vino da parte dei giovani. Gli stessi contenuti del corso, pensati anche per essere comunicati ad un ascoltatore adulto, potranno essere utilizzati per informare i genitori, all’interno di momenti di incontro tra amministrazioni e cittadini.

Fonte: ResTipica www.restipica.net