Oro di miele: dieci anni a favore dei territori
Il desiderio di “dolce” è insito nell’uomo. Basti citare una poesia risalente a quattromila anni fa, incisa su una tavoletta d’argilla sumerica, che descrive lo sposo “dolce come il miele”, la carezza della sposa “più piacevole del miele” e la loro camera nuziale “piena di miele”. O sfogliare l’Antico Testamento, dove la Terra Promessa è definita “una terra che stilla latte e miele”. E rileggere il Cantico dei Cantici di San Francesco dove troviamo le parole: “Miele stillano le tue labbra, o sposa, miele e latte hai sotto la lingua…”. Nella storia il miele ha assunto un ruolo talmente importante da essere considerato non solo un ingrediente, ma un vero simbolo della generosità divina. Primo dolcificante della storia, ebbe un ruolo fondamentale sia nella cultura greca classica, sia in quella romana, e sicuramente gli è dovuto il merito di aver dato vita ai primi veri dolci. Questa rilevante eredità storica si è tradotta, in età contemporanea, nella volontà di tutelare e promuovere la qualità dei mieli italiani, salvaguardando gli ecosistemi ambientali nei quali essi vengono prodotti. Su queste basi nel 2001 è nata l’associazione nazionale Città del Miele che, dalle Alpi al Mongibello, dagli Appennini all’Aspromonte, valorizza gli straordinari patrimoni naturali che danno vita alle diverse varietà dei mieli italiani. Circa 50 tra Comuni e Comunità Montane che hanno creduto in un prodotto naturale “così come le api lo producono”, senza manipolazioni. In questi dieci anni di storia l’associazione ha saputo dar valore al miele, promuovendone il suo uso in tutte le pietanze. Così è nato il primo concorso nazionale “Miele in cucina”, che si è svolto a Chatillon a fine ottobre, al quale hanno partecipato gli allievi delle scuole alberghiere dei Comuni di Città del Miele che, ispirandosi all’uso di questo ingrediente nelle cucine del passato, hanno riproposto in chiave moderna ricette ideate dalla loro fantasia. Grande successo ha ottenuto anche il concorso “Il miele del Sindaco”, dove ogni primo cittadino promuove la varietà di miele del proprio territorio. Ma il miele ha anche delle proprietà uniche, considerato dalla medicina purificante, afrodisiaco, dissetante, vermifugo, antitossico, regolatore, refrigerante, stomachico e cicatrizzante. E proprio al fine di trasmettere alle nuove generazioni storia, caratteristiche e varietà dei mieli d’Italia l’associazione ha avviato il progetto “Mieloteca italiana”, che ha nelle sedi di Montezemolo (CN) e Matelica (MC) due esempi di educazione alimentare. La crescita costante del turismo enogastronomico ha attivato nelle diverse realtà apistiche un dinamismo importante. Sono così nate le Strade del Miele (citiamo l’esperienza della fiabesca Lunigiana) e si sono consolidate le feste e le sagre dove vengono proposte degustazioni guidate, ricette a base di miele, abbinamenti con altri prodotti. L’energia sprigionata dal prodotto è la stessa che ha accompagnato Città del Miele in questi primi dieci anni, e che ha la sua summa nella guida, con informazioni turistiche per scoprire i segreti dei territori del miele.
www.cittadelmiele.it



