“Ruperto da Nola”, il premio istituito da Slow Food per chi valorizza il patrimonio enogastronomico dell’agro nolano-vesuviano
Nella fastosa Corte di Ferdinando d’Aragona si fa menzione di un “Libro de Cozina”, di tal Ruperto da Nola, abilissimo cuciniere campano. Nella “Pratica della citreria”, di Mathias Mercader, a un certo punto è scritto: “… anche un libro di cucina di Ruperto da Nola, cociniere del Rey, Don Fernando de Napoles”. L’opera illustra, al solito, piatti di carne, pesce e selvaggina, per le varie stagioni; le salse, i dolci, la frutta, non trascurando il vitto speciale per gli infermi.
Il libro, inedito nella lingua originale castigliana, venne tradotto in Catalano e dato alle stampe nel 1525, in occasione dei festeggiamenti, indetti a Toledo, per la visita del Re Carlo V. Il trattato incontrò un’insperata fortuna, trasmettendo molti consigli, suggerimenti e modelli campani alla cucina iberica. L’attività di Ruperto si svolge nell’arco di un lungo periodo di tempo. Infatti, dopo aver servito da giovane in case nobili di Nola, in particolar modo presso gli Orsini, al tempo signori sia della città che dell’Agro, dopo aver raffinato e appreso la sua arte, passò a Napoli al servizio degli Aragonesi.
Per celebrare questo antico personaggio maestro delle arti gastronomiche di Nola (NA), la Condotta Slow Food dell’Agro Nolano, coordinata da Angelo Petillo, ha istituito il “Premio Ruperto da Nola”, quest’anno giunto alla sua seconda edizione. Il premio è nato per segnalare il lavoro di quanti difendono, promuovono o arricchiscono il patrimonio enogastronomico dell’agro nolano-vesuviano.
Il Premio è rivolto a tre categorie :
- Produttore
- Cuoco/ristoratore
- Comunicatore (giornalista, scrittore, addetto ad attività educativa o di ricerca).
Da questa edizione in poi è stato istituito il Premio speciale “Slow life” alla memoria di Angelo Vassallo, indimenticabile sindaco-pescatore di Pollica (SA), esempio di impegno civile e di amore per la propria terra.
I vincitori per il 2011 sono:
- Nicola Grasso e Sebastiano Graziano, gli ultimi due pastori del Vallo di Lauro dediti alla filiera breve per la produzione del formaggio Caso Muscio (formaggio a pasta morbida che, a differenza del pecorino, subisce una cottura più blanda).
- Giuseppe Caramiello patron dell “Hosteria le Gourmet” a Sperone (AV) dove il tempo del cibo e del vino ha sempre tempo, è Slow. Il cuoco dell’Hosteria è Antonio Napolitano.
- Carmine Cimmino per la sua attività di storico del territorio vesuviano e delle sue tradizioni.
La premiazione avverrà venerdì 16 dicembre alle ore 17, 30 nella Chiesa SS. Apostoli in Via San Felice a Nola.



