Mercatini di Bolzano“Sembra un’esagerazione ma la Piazza centrale di Bolzano illuminata dal mercatino di Natale ha davvero qualcosa di magico.”

Profumo speziato di vin brulé, nel quale dominano le note aromatiche e pungenti dei chiodi di garofano e della cannella, che penetrano calde e avvolgenti nel naso infreddolito dall’aria gelata. Folla che si muove lentamente, spingendosi placida con le morbide giacche imbottite, per trovare un regalo originale o, più semplicemente, per curiosare in un luogo che, per qualche settimana, rende magiche le piazze e le vie centrali di tante cittadine dell’Alto Adige. Profumo di legna appena tagliata, legno delle casette-bancarelle del Mercatino di Natale, legno degli oggetti artistici esposti, sapientemente intagliati dagli Holtzschnitzerei, gli artigiani del legno altoatesini. E poi, bambole di pezza, cappotti in loden, cappelli e ciabatte di feltro, borse in lana cotta e candele aromatizzate. Sembra che tutti gli oggetti esposti nei Mercatini dell’Avvento abbiano un loro odore e quasi quasi una vita propria capace di riportarci indietro in quei segreti recessi di sognante felicità infantile che abbiamo da anni chiuso per bene in un cassetto. Se poi li si visita di sera sono ancora più suggestivi: le luci d’oro dei lampioni o degli abeti natalizi vestiti a festa e le musiche celestiali dell’Avvento creano un’atmosfera fiabesca che diventa  ancora più suggestiva se dal cielo scendono copiosi fiocchi di neve. Anche gli adulti più smaliziati non possono non tornare un po’ bambini quando vanno a visitare i Mercatini di Natale, tipica tradizione germanica e austriaca che, in questi Paesi dell’Europa Centro-settentrionale, prende il nome di Christkindlmarkt, che altro non significa se non “mercatino del Bambin Gesù”. L’Alto Adige, per via delle sue vicende storiche che per molti aspetti lo legano più alla cultura tedesca e asburgica che a quella italiana (basti ricordare che è parte del nostro Paese solo dal 1919) è il posto migliore per lasciarsi immergere nella magia dell’Avvento.

A Merano tra luci, profumi, musica e pattinaggio

L’atmosfera incantevole del Mercatino di Natale, che ci aiuta a “staccare” per qualche giorno dai ritmi tutti prosaici della nostra esistenza, si inaugura a Merano il 24 novembre nel tardo pomeriggio per poi continuare dal giorno dopo, escluso il 25 dicembre, fino all’Epifania, il 6 gennaio. Gli espositori sono ottanta e propongono al pubblico tessuti artigianali, oggetti ornamentali in vetro, ceramica e feltro, dolci, giocattoli, cioccolato e fiori secchi. Ma c’è di più per il divertimento collettivo: nei giorni del Mercatino, in Piazza Terme, vengono allestiti una pista di pattinaggio e un coloratissimo albero di Natale, che con le sue fronde protegge un presepe. Merano, luogo di cure termali e seconda città altoatesina per estensione e abitanti dopo Bolzano, è di per sé stessa un’attrattiva turistica durante tutto l’anno ma in particolar modo nel periodo natalizio, quando indossa il vestito della festa che sembra essergli più consono per mettere in risalto il suo fascino quasi “mitteleuropeo”. Da vedere sono il Kuursal, splendido edificio Liberty finito di costruire nel 1914, il complesso delle Terme, il Caffé Imperial e la Birreria Forst, il Castello Kallmuntz e la Chiesa delle Dame Inglesi con collegio e scuola annessi. Splendido il Duomo, dedicato a San Niccolò, patrono della città, con il suo campanile alto 83 metri e all’interno affreschi, statue, stalli corali e confessionali d’epoca tardo-gotica. Per gli appassionati d’arte vale una visita il Meraner Kunsthaus, centro di sperimentazioni artistica. Infine, sono da vedere il Castello Principesco, residenza signorile rifatta in stile gotico nel 1470, e, nei locali dell’Antica locanda dell’Aquila Rossa, la sede temporanea del Museo Civico con un reperto di valore storico mondiale: la maschera mortuaria in bronzo di Napoleone Bonaparte.Bancarella dei mercatini di Bolzano

La “Porta delle Dolomiti” offre il meglio di sé

Capoluogo dell’Alto Adige, posta in una conca a 265 metri di altitudine e chiamata anche “Porta delle Dolomiti”, Bolzano d’estate si fa rovente mentre in inverno recupera la sua atmosfera e il suo fascino tutto tirolese. L’evento più atteso dell’anno in città è senz’altro il Mercatino di Natale che si inaugura il 24 novembre nel tardo pomeriggio in Piazza Walther e che rimane aperto fino al 23 dicembre. La piazza è circondata dalle casette-bancarelle in legno degli 80 espositori che propongono ogni tipo di oggetto artigianale che si possa trasformare in un gradito regalo per sé e per gli altri. Ma ci sono anche le bancarelle gastronomiche dove poter assaggiare gli squisiti dolci altoatesini come lo Zelten, antica versione del pane dolce fatto in casa arricchito alla meglio dai contadini poveri. Il nome del dolce viene dal tedesco “selten”, che significa “a volte”, proprio a dimostrare che i “dessert” non erano certo pietanze comuni sulla tavola dei contadini. Lo Zelten, la cui ricetta può cambiare di valle in valle o addirittura di famiglia in famiglia, è un pane dolce ripieno di noci, fichi secchi, mandorle, pinoli e cannella. Il Mercatino di Natale di Bolzano quest’anno propone una novità importante: il Mercatino per bambini in Via e Piazza della Mostra. Tutto è a misura di bambino: dagli stand all’animazione, che coinvolgerà i più piccoli nella preparazione di biscotti e decori per l’albero di Natale. Da vedere, durante un weekend alla scoperta del mercatino della città, il Museo Archeologico che conserva l’”uomo dei ghiacci”, ovvero la mummia del Similaun, chiamata familiarmente anche Oetzi. Perfettamente conservato, il corpo di un cacciatore vissuto attorno al 3300 a.C. fu scoperto casualmente da due turisti tedeschi in Val Venosta nel settembre 1991. Tra tutti i castelli della città e dintorni imperdibile è una visita, a pochi chilometri in autobus dal centro città, a Castel Roncolo, detto anche il Maniero illustrato, per lo splendido ciclo di affreschi neogotici perfettamente conservati che descrivono le delizie della caccia, del corteggiamento e dei giochi alla corte dei Vintler, la famiglia proprietaria. All’interno del castello c’è anche un’osteria che propone, su prenotazione, piatti basati su ricette della cucina tardomedievale.

 

di Sonia Ladavas