Sardegna: riunito tavolo tecnico regionale sull’agricoltura delle biomasse
Bioshopper e la loro sperimentazione in campo agricolo in Sardegna e in Europa; attivazione di una convenzione con le università e gli enti di ricerca della regione Sardegna; funzionamento e dimensionamento della centrale a biomasse sarda; stato di avanzamento dei progetti regionali per la sperimentazione della produzione di biomasse e colture energetiche e, non ultima, presentazione del disegno di legge per accelerare il percorso virtuoso che la Regione Sardegna vuole attuare in merito alla bioplastica e le buste biodegradabili.
Sono stati questi i punti essenziali dibattuti il 5 dicembre a Cagliari durante la riunione del Tavolo tecnico regionale, sul tema dell’agricoltura e delle biomasse, per l’attuazione del protocollo per la chimica verde in Sardegna presieduto da Andrea Prato al quale, oltre la regione Sardegna, hanno preso parte i rappresentanti degli Enti nazionali e locali coinvolti oltre che le parti sociali.
Nascono, dunque, in Sardegna i primi germogli di chimica verde nei 15 ettari di colture dislocate sul territorio isolano all’interno dei progetti regionali di sviluppo delle colture energetiche nell’Isola.
Obiettivo primario del programma è quello di far si che la regione Sardegna possa diventare, in breve tempo, attore protagonista in tutta la fase di sperimentazione e progettazione tecnologica, permettendo al mondo agricolo di avere piena informazione sulla redditività delle colture garantendo la massima tutela ambientale. Ed è proprio per raggiungere questi obiettivi che verrà finanziato dalla Regione un piano di ricerca che, proseguendo nel percorso di rafforzamento di questi progetti e in stretta collaborazione con le Università sarde, punta a fare dell’Isola la regione capofila in Italia in materia di energie rinnovabili e biocolture.
Nel dettaglio, proprio il responsabile del progetto Sardegna ‘CO2.zero’, Andrea Prato, ha illustrato lo stato dell’arte e i particolari dei progetti attivati nell’isola per lo sviluppo delle tecnologie e delle colture legate alle biomasse e delle colture energetiche. Nello specifico, sul versante delle biomasse, è stato mostrato lo stato di avanzamento del progetto di sperimentazione, avviato in vari territori dell’Isola relativo alle colture energetiche, in particolare quella del cardo, pianta che meglio si adatta alle varie situazioni pedoclimatiche della Sardegna e che rappresenta inoltre un integratore alimentare per le aziende zootecniche.
Questo progetto di coltivazione, avviato e curato da Antonio Fodde dell’agenzia Laore, una volta a regime potrà movimentare oltre 300 mila tonnellate di biomasse e oltre 10 mila tonnellate di olio, pari rispettivamente a 15 mila camion e 3 mila 500 autobotti da tre tonnellate. Relativamente a questo punto è stato inoltre approvato il progetto di ricerca realizzato con le Università sarde, il Cnr e l’Agenzia di ricerca Agris, in qualità di capofila, per lo sviluppo del progetto ai fini dell’attività di ricerca universitaria e il trasferimento tecnologico.
Durante i lavori è stata presentata la relazione sulla situazione attuale in merito alle buste biodegradabili e sono stati illustrati i dettagli del disegno di legge per accelerare il percorso virtuoso che la Regione potrebbe attuare in materia superando le criticità emerse nelle recenti legislazioni e facendo dell’isola una delle regioni all’avanguardia in materia di bioplastica e biocatering.



