Il 15 dicembre a Carrù (CN) si tiene la Fiera Nazionale del Bue grasso
Era il trattore delle Langhe, alto, possente, dal candido manto bianco, poteva pesare anche 14 quintali e lavorava nei campi a tirare l’aratro e a spargere letame dalla primavera all’autunno, poi, dopo qualche anno, veniva macellato. Vita grama e senza alcuna riconoscenza da parte dell’uomo quella del Bue grasso di Carrù, che ha rischiato l’estinzione, tanto che a Carrù, in provincia di Cuneo, c’è una statua a lui dedicata e le statue di solito si dedicano a chi non c’è più. Infatti, non sono tanti gli esemplari rimasti ma, proprio per questo, sono i protagonisti assoluti di una Fiera di campagna di quelle rimaste davvero genuine.
La Fiera del Bue grasso di Carrù ha origini antiche: fin dal 1473 si tenevano in paese mercati di bestiame con frequenza bisettimanale. Ma la prima vera e propria fiera del bue grasso, si svolse il 15 dicembre 1910 e fu istituita per volontà dell’Amministrazione Comunale e del Comizio Agrario di Mondovì, per porre rimedio alla grave carenza di animali da macello e al conseguente aumento dei prezzi della carne.
Ora è diventata un tradizionale appuntamento, la cui importanza è diffusa anche fuori dai confini regionali, con la finalità di promuovere l’allevamento dei bovini di razza piemontese, favorendo il consumo di carni di eccellente qualità.
Infatti, alla fiera, che si tiene annualmente il secondo giovedì antecedente il Natale, quest’anno il 15 dicembre, sono ammessi esclusivamente bovini da macello di razza piemontese, suddivisi nelle categorie buoi, manzi, vitelle vitelli, vacche, manze, torelli e tori.
Le giurie, composte da tecnici, veterinari, allevatori e macellai, redigono le classifiche e la premiazione dell’esemplare migliore avviene alle ore undici presso il foro boario in Piazza Mercato, con l’attribuzione delle ambite gualdrappe e fasce decorate a mano, nonché di medaglie d’oro, coppe, targhe, e diplomi, alla quale segue la passerella espositiva dei buoi e dei manzi.
- Per il controllo della qualità delle carni, il Servizio Veterinario dell’A.S.L.CN 1, procede a prelievi sui capi premiati per la ricerca di sostanze ad azione ormonale o antiormonale (estrogeni) naturali e sintetiche. La Regione Piemonte ha attribuito alla fiera la qualifica di “regionale” ininterrottamente dalla 85ª edizione del 14 dicembre 1995, e quella di “nazionale” dalla 98° edizione dell’11 dicembre 2008. Contestualmente alla mostra zootecnica, si tiene pure il consueto mercato settimanale, per l’occasione notevolmente ampliato, nonché l’esposizione di macchine e attrezzature agricole. Nei ristoranti, fin dal primo mattino, è possibile degustare i piatti tipici locali, quali il bollito con le salse e la minestra di trippe. Le carni del Bue grasso di Carrù sono pregiatissime: tenere, magre, gustose, regine incontrastate del Bollito, piatto immancabile sulle tavole cuneese durante la stagione invernale.



