San Martino“San Martino e il suo cavallo bianco, e la sua spada per il mantello, il contadino il povero e bello, nato stanco, controvento, nato scontento” canta Raf BB Lazzara in Verba Manent, il blues dei contadini mezzadri, coloni, fameis, badilanti in coda il giorno del San Martin nelle ville dei nobili tenutari veneziani o austroungarici. Numerose famiglie si votavano al Santo per ricevere le giuste spettanze e non dover lasciare casa, lavoro e spesso migrare. San Martino, l’11 novembre, segna ancora oggi la fine della stagione agricola.

A San Martin ogni mòst al’è vin! Rubino il rosso fatto di uvaggio nostrano con Merlot e Cabernet Sauvignon, il Tocai amaro (il Bianco friulano). Bacche sane, annata splendida, fioriture serene. La pioggia sottile a luglio e la lunga estate calda hanno donato forza alla vendemmia del Friuli. Peggior sorte è toccata alle viti del Brda, il Collio sloveno. A Plesivo “sembrava che scargava un camion de ghiaia in cortil” ricorda Nando, la grandine ha distrutto i frutti e spezzato gli speroni delle piante. Tocca alla pazienza e alle mani dei vignaioli, ora, curare.

Il sole ha trasformato gli zuccheri, tostato i vinaccioli. Ora in cantina è un bollore alcolico esuberante, lievi pigiature e libere fermentazioni senza solfiti aggiunti daranno bianchi carichi e citrici, e i rossi, da assaggiare, promettono speziature intense in bocca da lingua rossa e labbra nere.

Mentre dalle travi Martino guarda inchiodato l’alchimista che crea il vino (in molte cantine si trovano ancora immagini del Santo appese alle travi), assaggia, travasa, si aprono le porte della cantina e gli assetati sospirano con sollievo. Schioppettino e Refosco un poco cotti dalle alte temperature ma aromaticamente ricchi uno di ribes, l’altro di foglie e fieno. Giù, la siccità del Carso porta invece Terrano arrugginito e calcareo, molto mare nella Malvasia istriana e nella Vitovska e palato di mango, papaya, kiwi, albicocche per i Sauvignon del Collio orientale. Ottimo il Tocai che ha affilato le sue doti minerali e di erbe amare, secca la Ribolla gialla che è d’oro, buono il nettare di Bacco: il Picolit.

Autunno, ma non cadono le foglie anzi sbocciano nuovi fiori nell’orto: è la cosiddetta estate di San Martino, invito alle vendemmie tardive, stagione magica dai tramonti psichedelici e noci, castagne, zucche che rotolano sui prati ma il contadino non è contento, vuole il freddo.

di Alessandro Franco