Prendi una fettina di chiesa barocca, aggiungi un pezzettino di piazza con basolato, assapora un pò di sorridente mascherone ornamentale e infine mescola con un pò di carrubi e muretti a secco. Ecco pronta la Ragusa da “gustare”. La città più a sud d’Italia continua a proporsi come meta privilegiata per chi ama il connubio perfetto tra prodotti d’eccellenza e bellezze monumentali e paesaggistiche.

Un turismo enogastronomico che è al tempo stesso culturale. E del resto con prodotti tipici come l’olio Monti Iblei D.O.P., il formaggio Ragusano D.O.P., il Cerasuolo di Vittoria D.O.C.G., il miele già decantato da Virgilio, e ancora salumi, focacce e ricotte, questa terra sa ammaliare.

Prende il turista per la gola ma gli riempie anche gli occhi con quei paesaggi bucolici da vivere soprattutto nel mese di maggio, prima che il sole ne “bruci” i colori. Fiori variopinti innestati tra il verde dei terreni segnati dai carrubi e racchiusi dalla fitta rete intrecciata dei muretti a secco, opere di sapienti scalpellini realizzate con tecniche tramandate da padre in figlio. Ma questa è anche la terra con tanti monumenti tardo barocchi divenuti patrimonio dell’umanità.

La vecchia Ragusa, la città antica di Ibla, è nata dal frutto di fantasiosi geni creativi di fine Settecento che hanno regalato palazzi nobiliari spettacolari, con mascheroni sornioni che diventano i mensoloni dei balconi e con chiese i cui prospetti, al termine di lunghe scalinate, svettano verso l’azzurro del cielo. Monumenti divenuti set cinematografici famosissimi. Ragusa è tappa obbligata per gli amanti della “Montalbanomania” perché proprio da queste parti si gira la fiction tanto cara ai telespettatori italiani.

“È una Ragusa che va “mangiata” a piccoli bocconi per gustarla fino in fondo – dice il sindaco Nello Dipasquale – Il nostro è un ulteriore invito a venire a vedere i tesori monumentali e i bellissimi paesaggi ancora oggi incontaminati dei quali è possibile godere.

Un viaggio tra architetture barocche che lasciano piacevolmente sorpresi e i nostri buonissimi prodotti tipici che diventano la vera sorpresa per gli ospiti. Il Ragusano D.O.P. è il re dei formaggi iblei e dei prodotti tipici locali, fin da quando era chiamato caciocavallo a causa della caratteristica procedura con la quale si procedeva all’asciugatura, a cavalcioni (“a cavaddu’) su di un’asse”.

Un formaggio dal sapore amabile e particolare, oggetto sin dal XIV secolo di un fiorente commercio oltre i confini del Regno di Sicilia. La sua peculiarità è data dai pascoli naturali dell’altipiano ibleo, che ne caratterizzano il sapore finale. Fragranze e aromi che non si perdono anche dopo la lavorazione manuale.

“Ma l’invito a venire a Ragusa non è dettato solo dai prodotti tipici ma anche dai nostri monumenti patrimonio dell’umanità - spiega l’assessore comunale alla Cultura, Ciccio Barone – E poi andiamo verso l’estate e durante la bella stagione Ragusa incrementa le sue attività culturali con percorsi turistici tutti da scoprire, con il concorso internazionale “Ibla Grand Prize”, che quest’anno a fine giugno festeggia i suoi primi venti anni, con concorrenti che provengono da ogni parte del mondo. E poi il mare. Abbiamo chilometri di costa incontaminata, segnalati dalla bandiera blu per la qualità dell’acqua e dalla bandiera verde per il livello dei servizi offerti, anche per i bambini. Per chi è amante del pesce, l’estate è l’occasione giusta per ricche scorpacciate di buon pesce fresco ancora oggi pescato dai nostri pescatori con le loro piccole barchette.
La città nel frattempo, anche grazie agli investimenti privati, è cresciuta. Può contare sul porto turistico di Marina di Ragusa, su alberghi anche a cinque stelle, su ristoranti stellati e sui nuovissimi campi da golf del Donnafugata Resort.
Insomma, un’offerta turistica variegata alla quale non si può rinunciare”.