Il decanter: un valido accessorio per gustare il vino
Tempo fa (non diciamo quanto!), ancor giovane e non uso a centellinare ogni aspetto della vita, un vecchio amico m’insegnò, contrariamente a quanto io pensassi, che il vino non si beve, ma si “gusta”, che non conta la quantità bevuta, ma la qualità gustata e il tempo (abbondante) di degustazione.
La miglior degustazione – mi disse – può avvenire soltanto dopo una corretta “ossigenazione”, inframmezzando un adeguato arco di tempo tra la stappatura della bottiglia e l’assaggio; il vino è un frutto “vivo” della terra, lavorata con passione e fatica ed è perciò consigliabile, per rispetto, “farlo respirare”.
La degustazione, quand’è ben praticata, diventa arte. Ed è per questo che ci si giova di un accessorio – il decanter – capace di esaltare tutte le virtù, le caratteristiche proprie del vino, al di là dei tipi di uva e vitigno, delle tecniche di vinificazione e di invecchiamento: il decanter dà modo di poter servire il vino in maniera ottimale e funzionale alla miglior degustazione possibile.
Stappare, quindi, la bottiglia e “scaraffare” il vino, versandolo nel decanter, diventa una manovra fondamentale foriera di una corretta degustazione; in tal modo il vino si “ossigena” e diffonde tutta la sua fragranza, permettendo di percepire il suo bouquet di sensazioni aromatiche e profumate.
Il decanter si usa soprattutto per i vini rossi e, comunque, per tutti i vini “invecchiati” e ben strutturati, quelli che generano fragranze profumate, vistose e accentuate. I vini bianchi e i rossi giovani, frizzanti, non hanno bisogno di decantazione, ma possono, tuttavia, nel decanter, essere appoggiati su una base colorata, contenente ghiaccio tritato, per essere rinfrescati).
Se non avessimo timore di esagerare potremmo dire che ogni vino ha un suo decanter; in ogni caso, bisogna preferire quelli in cristallo ed evitare qualsiasi altro materiale (acciaio, peltro, rame zincato, ceramica e terracotta) che non faccia trasparire la luce; sembra, infatti, che sia proprio la luce (solo per il tempo di decantazione, cioè, al massimo qualche ora) a rendere il vino vivace ed espressivo.
Come per i bicchieri, il cristallo dev’essere relativamente sottile e puro, in modo che possa far apprezzare subito il colore e le diverse sfumature che il vino presenta.
Per quel che concerne le forme, si va dalle più “canoniche” alle più strane e originali: con o senza manico, tozzi e panciuti, bassi e allungati, con l’imboccatura tagliata o reclinata; una volta avuto riguardo per una base relativamente larga, atta a incrementare il processo di “ossigenazione” e un collo stretto che consenta una facile mescita, gli unici limiti sembrano essere quelli dell’inventiva e della genialità.
Il mercato dei decanter è abbastanza diffuso, sicché è facile reperirli nei negozi che commercializzano arredi e complementi per la tavola. Vi suggeriamo, tuttavia, quelli prodotti da “Italesse”, un’azienda triestina, con quasi 35 anni di esperienza che trae la sua produzione dall’esperienza che il titolare ha acquisito nel variegato mondo della ristorazione.
Con precisione, sensibilità e passione “artigianale” sono nate, così, diverse collezioni di articoli (tra i quali i decanter), tutte create da designer internazionali – ognuno con le proprie peculiarità ma selezionati ed invitati a disegnare per un fil rouge capace di rispondere alle esigenze dell’azienda – e realizzate con materiali innovativi.
La filosofia e la politica aziendale – che hanno cercato e trovato un filo conduttore, un legame, tra i diversi accessori per “gustare” il vino – attraverso la sintesi costante tra stilisti, nuove tecnologie e selezione dei materiali, hanno ottenuto, attualmente, un esito eccezionale: quello, cioè, di far vivere gli oggetti al di là della loro funzione.
La tecnologia “xtreme” (brevetto Italesse) – diretta a conferire alla pasta di vetro una notevole resistenza, al fine di scongiurare nefaste rotture – e il “policrystal” (brevetto Italesse), materiale policarbonato che assicura una straordinaria resistenza e una luminosa brillantezza, pongono “Italesse” ai vertici dei produttori di accessori destinati a coloro che consumano buoni vini e che risultano sempre più attenti, curiosi e sensibili alle proposte che il mercato presenta.
I decanter “Alchemy”, “Alavin” e “Vinocchio”, con i loro relativi supporti per l’asciugatura, sorprendono e meravigliano per l’eleganza, la pulizia, la rigorosità delle forme e la modernità dei colori. Esse vengono richieste e utilizzate nelle più importanti degustazioni internazionali, in quanto rappresentano la sintesi ottimale di forme, materiali e tecnologie, finalizzata a procurare il massimo piacere possibile a chi della degustazione fa professione o se ne interessa per passione.
Per info: www.italesse.it



