Proseguiamo il nostro giro, scendendo lungo la Valle Argentina, e torniamo in direzione del mare, verso Montalto (da vedere: il nucleo storico medievale; la quattrocentesca chiesa di San Giovanni Battista, che conserva un pregevole polittico raffigurante San Giorgio; la pieve di San Giorgio (XII secolo), al cui interno fa bella mostra di sé un interessante ciclo di affreschi; il quattrocentesco oratorio di San Vincenzo e il Santuario della Madonna dell’Acquasanta) e Badalucco.

È questo l’ultimo paese della Valle, scendendo verso Taggia ed è situato in un’ansa del torrente Argentina affianco della località Rocca di San Nicolò ed unito a questa attraverso uno dei due millenari e bellissimi ponti romanici, costruiti a schiena d’asino.
Badalucco, come tutti quelli visitati precedentemente nell’itinerario che vi proponiamo, è un borgo medievale fortificato al quale si accedeva (e tuttora si passa) solo attraverso pochi passaggi, interdetti dalla presenza di alcune porte presidiate.

Passeggiando per l’abitato, ci accorgiamo che il paese è una fucina d’arte, grazie ad una iniziativa intrapresa alcuni anni orsono, di far realizzare da maestri pittori, scultori e ceramisti, una miriade di opere d’arte – opportunamente posizionate tra i palazzi antichi, i loggiati, i vicoli, i passaggi coperti -, sempre visibili, in ogni tempo, come in una vera e propria “galleria a cielo aperto”.

Badalucco, però, possiede anche un rimarchevole patrimonio di monumenti, segno del suo nobile ed importante passato: la chiesa parrocchiale dell’Assunta e di San Giorgio, in elegante stile barocco (all’interno pregevoli opere scultoree); la seicentesca chiesa di San Nicolò, eretta nella parte alta del paese, sui ruderi dell’antico castello; la cappella dedicata alla Regina di tutti i Santi. Di fronte alla chiesa parrocchiale, tra le architetture civili, spicca palazzo Boeri.
A Badalucco, nel 181 a.C., si è svolta la battaglia, tra Romani e Liguri, che segnò l’assoggettamento di tutta la riviera ligure a Roma.

Da acquistare: i rudin – fagioli bianchi di Badalucco (presidio “Slow Food”); l’olio extravergine d’oliva “Cru Riva Gianca” D.o.p. del Frantoio Roi; le olive taggiasche in salamoia; il pesto rosso.