L’entroterra ligure: Seborga
Partiamo idealmente da San Remo e dirigiamoci verso Seborga, minuscolo comune (312 abitanti) che ha la particolarità di rivendicare l’indipendenza dall’Italia, in base allo status antico di “principato” (è, ovviamente, una bella “trovata” promo/pubblicitaria, che i residenti hanno accolto con tutta la serietà del caso)!
Gli abitanti sono governati (simbolicamente) da un Principe (eletto) che è coadiuvato da nove Priori. Il principato di Seborga batte moneta propria (il “luigino” del valore di 6 dollari – usato solo per acquisti interni), ha proprie targhe automobilistiche (utilizzate affianco di quelle ufficiali italiane), rilascia passaporti e patenti di guida, emette serie di francobolli e commercializza diversi oggetti di propaganda turistica.
Oltre che apprezzare l’idea secessionista – che porta, tuttavia, un discreto flusso turistico – sono da visitare, in questo minuscolo borgo, alcuni palazzi antichi, tra cui quello dei Monaci, sede della zecca, la chiesa di “San Martino”, l’oratorio di “San Bernardo” e l’“Esposizione permanente degli strumenti musicali”.
Da acquistare: olio extravergine d’oliva ligure, marmellate, pomodori sott’olio, pesto in barattolo.



