L’entroterra ligure: Dolceacqua
Scendiamo ora verso il mare, attraverso strade strette, che a tratti, però, offrono panorami incantevoli e risaliamo verso Dolceacqua, un borgo antico, incassato come una gemma su uno degli spuntoni che caratterizzano la costa orientale della valle Nervia.
Oltre all’impianto medievale, realizzato per settori concentrici, allo scopo di favorire la difesa e innervato da un dedalo di stretti carruggi, quasi una kasbah, il paese si caratterizza per due monumenti singolari: il “Ponte Vecchio” e il “Castello Doria”.
Il ponte che vediamo attualmente – e che risale al XV secolo – è stato ricostruito sulle rovine di un manufatto antecedente e scavalca il torrente, unendo i due nuclei abitati, con armoniosa eleganza e rara bellezza. A completare lo scorcio, dall’altra parte dell’acqua si erge la graziosa chiesa di San Filippo.
Il castello della potente famiglia Doria è già citato alla fine del XII secolo, come parte del sistema difensivo valligiano e che nel Rinascimento divenne una imponente dimora signorile fortificata. La costruzione è severa e incute tutt’oggi un certo timore riverenziale.
Ha segnato la storia per tanti secoli ed ora, acquistato dal Comune, è in attesa di una auspicata ristrutturazione. Merita una visita la chiesa di San Giorgio, che conserva alcune parti risalenti all’XI secolo, e le tombe di Stefano e Giulio Doria.
Da acquistare: olio extravergine d’oliva ligure, il vino “Rossese di Dolceacqua” D.o.c.; la “Michetta” il dolce tipico ed esclusivo di Dolceacqua.




