Il dolce delle donne
Il gentil sesso non è solo gentile, ma anche operoso e produttivo da sempre. Le donne sono quelle che fanno girare il mondo, che decidono, che fanno, che lavorano, che amano la famiglia, la casa, ma anche il loro lavoro e la loro vita. Noi uomini spesso stiamo alla finestra ad aspettare che le nostre donne ci dicano cosa fare. Quando una donna di carattere vuol fare impresa, ci riesce spesso e bene. Le mimose che regaliamo loro l’otto di marzo, ben rappresentano la dolcezza e l’operosità: sembrano infatti tanti piccoli soli che irradiano tutti insieme una luce intensa.
Stavolta voglio scrivere di tre donne, imprenditrici eccezionali che vivono e lavorano all’Aquila, la mia città. Una città bellissima e colta, ma gravemente ferita dal noto sisma di due anni fa. Un evento disastroso che ha ridotto a zero l’economia, ma che ci ha insegnato che con la forza di volontà si può moltissimo.
Visitare L’Aquila oggi, significa trovare una città dove le ferite inferte dal sisma sono ancora evidentissime: ma la natura e l’orografia cirostante sono comunque un’attrattiva per i turisti che amano la montagna: il Gran Sasso, il Monte Sirente, gli impianti sciistici ad un passo da Roma, attirano molti che trovano la stessa ospitalità di un tempo. Il massiccio del Gran Sasso è facilmente raggiungibile da qualsiasi parte perché l’Autostrada dei Parchi lo attraversa con un tunnel di 10 chilometri sottoterra.
In breve tempo si raggiungono gli impianti sciistici e le cime più alte, e si può godere del bellissimo panorama di Campo Imperatore da dove, nelle limpide giornate di sole, mentre si scia sulle piste innevate naturalmente ad oltre 2000 metri di quota, si vede in lontananza il Mare Adriatico.
L’Aquila è, da quasi due secoli, la città del “Torrone” e le tre ditte principali che lo producono sono guidate da altrettante donne imprenditrici.
Natalia Nurzia (nella foto a lato) è la titolare della ditta Torrone Fratelli Nurzia che produce un torrone di tipo artigianale nei locali attigui al bellissimo e notissimo “Caffè” in stile liberty riaperto da poco tempo in Piazza Duomo in L’Aquila. La ricetta è segreta, ma parlando con Natalia capisco che ciò che conta, oltre alle dosi e alle antiche tecniche di lavorazione, è la sapiente scelta degli ingredienti principali e cioè il cacao, il miele e le nocciole che fanno di questo dolce natalizio, ma che è gustoso assaggiare in qualsiasi periodo dell’anno, una prelibata tentazione.
La produzione comprende altre qualità di torrone, il bianco, quello ricoperto di cioccolato, ma quello “tenero al cioccolato” è il classico e il più gradevole al palato. Natalia mi conduce all’interno del laboratorio dove ci sono tutte le attrezzature per la realizzazione del torrone. Mi colpisce la grande impastatrice con il paiolo in rame.
Una macchina molto antica, ha quasi 60 anni, dice. Scatto qualche foto perché è davvero suggestiva. Poi visitiamo la fornita enoteca posta al piano interrato e io, amante dei vini, mi soffermo sui passiti di Pantelleria che possono essere ben abbinati con il torrone Fratelli Nurzia al cioccolato.
Continuo il mio tour e vado a cercare una specialista della comunicazione in fatto di marketing: è Rita Farroni che con il cugino Franco Farroni produce il torrone “Sorelle Nurzia”.
La ditta rilevata dalla famiglia Farroni oltre 50 anni fa ha una grande esperienza nella produzione dolciaria. Assieme a Rita e Franco faccio un giro per la fabbrica e noto un grande senso di rispetto per il lavoro. Le impastatrici, i bollitori per riscaldare gli ingredienti, i piani di lavoro e di composizione del torrone sono tutti posizionati in modo da ottimizzare il lavoro senza spreco di tempo.
“Il torrone si impasta” mi dice Franco: “non si cuoce: è un dolce di ingredienti impastati a crudo e, una volta prodotto, respira”. Infatti la confezione deve contenere dei pori per il passaggio dell’aria che asciuga il prodotto. È evidente che va consumato appena realizzato per evitare che si secchi troppo.
Con grande orgoglio Rita mi dice che il “suo” torrone è il secondo in europa e ha moltissimi riconoscimenti del settore. Ma Rita è anche una ottima manager della sua ditta. Ogni anno integra la produzione principale con una serie di prodotti dolciari a seconda del mercato e partecipa sempre con un grande stand al CIBUS di Parma, la fiera mondiale della produzione agroalimentare.
Il torrone aquilano è un dolce tradizionale natalizio, ma in città si consuma anche durante i mesi freddi perché il suo sapore inimitabile attrae davvero grandi e bambini.
Un’altra signora del torrone è Annamaria Bonanni, (nella foto a lato) la titolare del torrone Properzi, un’altra marca storica del dolce aquilano. Annamaria è dottore commercialista ma è davvero una grande imprenditrice. Dopo il sisma è riuscita a riunire oltre 25 produttori agroalimentari e ristoratori aquilani sotto un solo marchio dal nome “Orgoglio Aquilano”.
Annamaria è il presidente di questo consorzio e sceglie i migliori prodotti alimentari che inserisce nelle sue brochures che sono conosciute dappertutto in provincia ma iniziano a girare l’Italia e il mondo.




by Maria Filice 13 aprile 2011
Cara Annamaria Bonanni,
I will be in L’Aquila in early June. I hope to see you again and share with you more about my book “Breaking Bread in L’Aquila”.
I hope to hear from you soon,
a presto,
Maria