E anche prima di presentare questo prodotto, c’è una leggenda altrettanto gustosa da narrare… un pastore si era fermato all’interno di una grotta per consumare il suo pasto. Ma proprio poco prima di addentare il primo boccone, gli parve di scorgere in lontananza una fanciulla molto bella, che passeggiava fuori dalla grotta. Così, nella speranza di raggiungerla, si mise a camminare a lungo nei dintorni, per giorni e giorni, purtroppo invano. Così, quando tornò nella sua grotta, era – se possibile – ancora più stanco ed affamato. Ma trovò solo pane raffermo e una cagliata di pecora ammuffita. Nonostante tutto, assaggiò lo stesso il formaggio, e scoprì che, grazie al particolare microclima della grotta, era gustoso e saporito… Oggi il roquefort viene salato a secco e affinato da 4 a 9 mesi proprio nelle grotte naturali situate sul monte Cambelau: queste grotte sono naturalmente areate in tutte le stagioni dell’anno grazie a delle fessure rocciose dalle quali penetra una corrente d’aria temperata di 8 gradi, con un’umidità del 95%, che favorisce le muffe. E’ eccellente semplicemente spalmato sul pane, ma è anche ottimo servito caldo col purè di patate o gli gnocchi. Inoltre, viene anche adoperato per farcire crepes, omelette e quiches, o come salsa per hamburger e filetti di manzo. Come per lo Stilton, si abbinano sia vini bianchi intensi e corposi che, grazie alla loro dolcezza, ammorbidiscono l’intensa aromaticità del formaggio, come i Sauternes, che i rossi corposi, come il Cotes du Rhone.

PETTO D’ANATRA CON SALSA AL ROQUEFORT

CARPACCIO IN SALSA ROQUEFORT