FRANCIACORTA – UN TERRITORIO, UN VINO
L’origine del termine Franciacorta deriva da “curtes francae”, cioè quelle piccole comunità di monaci benedettini insediate nell’Alto Medioevo in zona collinare vicino al Lago d’Iseo che erano esentate dal pagamento dei dazi, ai Signori e al vescovo, per il trasporto ed il commercio delle loro merci in altri Stati o possedimenti, poiché i frati erano dediti alla bonifica dei territori assegnati e istruivano i contadini alla coltivazione dei campi. Infatti le “curtes” erano i principali centri di commercio dell’epoca.
Il toponimo Francia Corta è riportato in modo chiaro e per la prima volta in un’ordinanza dell’ottavo libro degli Statuta Communis Civitatis Brixiae dell’anno 1277, per identificare l’area ad ovest della città di Brescia che ricomprendeva i comuni di Gussago, Sale, Urago, Rodengo e Ronco, ingiunti a pagare un contributo per la costruzione del ponte sul fiume Mella.
La prima carta toponomastica e geografica della Franciacorta compare in uno Statuto del Doge Francesco Foscari (1429) e ricalca gli attuali confini, definiti dal disciplinare di produzione dei vini di Franciacorta approvato il 21 luglio 1967 cioè quel territorio delimitato a nord dalle sponde del Lago d’Iseo a est dal proseguimento delle Alpi Retiche che dividono la Valle Camonica dalla Val Trompia, a ovest dal fiume Oglio, a sud dal Monte Orfano.
Il territorio della Franciacorta si sviluppa su 19 comuni della Provincia di Brescia: Adro – Capriolo – Cazzago San Martino – Cellatica – Coccaglio – Cologne – Corte Franca – Erbusco – Gussago – Iseo – Monticelli Brusati – Ome – Paderno Franciacorta – Paratico – Passirano – Provaglio d’Iseo – Rodengo Saiano – Rovato e Brescia.
LA STORIA
Nell’intreccio tra storia, vino e cultura della Franciacorta si inserisce una delle prime pubblicazioni al mondo sulla tecnica di preparazione dei vini a fermentazione naturale in bottiglie e sulla loro azione sul corpo umano.
Stampato in Italia nel 1570, il testo viene scritto dal medico bresciano Gerolamo Conforti con il significativo titolo di “Libellus de vino mordaci”.
Questo medico, i cui studi precedettero le intuizioni dell’illustre abate Dom Perignon, mise in rilievo la notevole diffusione e il largo consumo che i vini con le bollicine avevano in quell’epoca, definendoli “mordaci”, cioè briosi e spumeggianti.
Non solo, egli li descrisse con perizia da esperto degustatore, arrivando a giudicarli “dal sapore piccante o mordace che non seccavano il palato, come i vini acerbi e austeri, e che non rendevano la lingua molle come i vini dolci” e ne elencò i pregi terapeutici.
Per Conforti, che tra l’altro conosceva a fondo l’enologia francese, i vini franciacortini divenivano più spumeggianti durante il periodo invernale, per deperire, smorzandosi, nel corso dei mesi estivi.
L’origine della spuma stava dunque nell’ebollizione del mosto o, per dirla più correttamente, nella fermentazione, che, anche allora, andava controllata, affinché la “scoria gassosa, leggera e pungente” non si disperdesse.
E’ da queste illustri considerazioni che forse i primi produttori di vino franciacortino con le bollicine ricominciarono ad utilizzare i chicchi di orzo per accentuare e prolungare la fermentazione.
I VIGNETI
L’età dei vigneti presenti in Franciacorta è variabile, ma si trovano soprattutto vigneti risalenti a tre epoche di sviluppo successive.
Una prima fase di impianto è avvenuta negli anni 1960 – 1970. Di quell’epoca rimangono i segni negli ultimi impianti a pergola, impianti ora circoscritti a pochi vigneti, la cui superficie va sparendo proprio perché le performance qualitative di queste vigne non sono più in linea con gli attuali obiettivi qualitativi della Franciacorta.
La seconda fase di impianto è stata realizzata intorno alla metà degli anni ’70, metà anni ’80. Quella fu l’epoca della scelta guidata da nuove esigenze di meccanizzazione del lavoro in campo e quindi si optò per le forme di allevamento a spalliera alta quale il Sylvoz o il Casarsa poi modificato in Miotto.
Ad oggi, esiste ancora una buona parte dei vigneti investiti in tale modo, e la produzione è stata ricondotta ai criteri di qualità oggi richiesti con pratiche colturali attente ed evolute.
La terza fase di costituzione del vigneto Franciacorta si colloca attorno agli anni ’90. In quel momento si operò una precisa sterzata verso impianti più fitti, con un numero di ceppi ad ettaro di almeno 4000-5000 piante, con viti di ridotto sviluppo vegetativo e contenuta produzione a ceppo. Da allora la strategia di impianto si è consolidata verso questa tendenza, passando anche per esperienze di densità estreme quali le 10.000 viti ad ettaro.
Oggi non è più in discussione che il fattore qualità delle uve passa per una contenuta produzione a ceppo, nell’ordine di 1-1.5 massimo 2 Kg.
LA VENDEMMIA
La vendemmia inizia con la raccolta delle uve destinate alla base del Franciacorta. Intorno alla metà di agosto, le uve delle zone più precoci, hanno i valori zuccherini ed acidici idonei alla preparazione dei vini base che saranno fatti rifermentare in bottiglia per originare il Franciacorta DOCG.
Inizia così la raccolta delle uve Chardonnay, rigorosamente a mano e in piccole cassettine di circa 15-17 Kg ciascuna. La variabilità pedoclimatica della Franciacorta distribuisce l’inizio della vendemmia nelle diverse unità pedopaesaggistiche su un lasso di 8-10 giorni. Tanta è la differenza del ciclo di maturazione tra le zone più precoci e le zone più tardive della Franciacorta.
La raccolte delle uve da base per le nobili bollicine DOCG prosegue per circa 3 settimane, passando dallo Chardonnay al Pinot nero, al Pinot bianco. Dopo circa 3 settimane dedicate alla vendemmia del DOCG, inizia la raccolta delle uve del Curte Franca o Terre di Franciacorta bianco. Tale operazione si protrae per circa15 giorni fino al momento in cui iniziano a maturare le uve rosse.
Le più precoci sono le uve di Merlot, seguite da Nebbiolo, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Barbera. Il tutto si conclude normalmente verso la prima metà del mese di ottobre, assicurando, quindi, alla Franciacorta, circa due mesi di vendemmia.
IL CONSORZIO
Il Consorzio per la tutela del Franciacorta con il suo logo inconfondibile – una effe merlata, simbolo delle antiche torri medievali che caratterizzano il territorio – nasce il 5 marzo 1990 a Corte Franca, in provincia di Brescia, come aggregazione di un gruppo di viticoltori accomunati da passione e stimoli comuni, interessati soprattutto alla tutela, alla valorizzazione e alla promozione della vitivinicoltura franciacortina e del territorio nel suo insieme. Si tratta di un’organizzazione consortile interprofessionale, indipendente, in grado di fornire quel supporto di servizi, d’immagine, di aggregazione forte e uguale per tutti.
Al Consorzio, che dal 1993 ha sede a Erbusco, nel cuore della Franciacorta, aderiscono le tre categorie professionali dei viticoltori, vinificatori e imbottigliatori che sono interessati alla filiera produttiva delle denominazioni Franciacorta Docg, Curtefranca Doc e Sebino Igt.
Sono aziende di varie dimensioni: dalle piccole, a gestione familiare, alle imprese strutturate e conosciute nel mondo. Le aziende associate al Consorzio del Franciacorta rappresentano la quasi totalità di quelle attive sul territorio e sono presenti sul mercato soprattutto con il prodotto principe di quest’area vitivinicola, il Franciacorta, il primo e l’unico brut italiano prodotto esclusivamente con la rifermentazione in bottiglia ad aver ottenuto fin dal 1° settembre 1995 la Docg, Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
“L’attività consortile è molto ampia – spiega Maurizio Zanella, Presidente del Consorzio – va dal controllo sulla produzione alla tutela e valorizzazione della denominazione e del vino, alla comunicazione del prodotto e del suo territorio. Il controllo avviene nel vigneto durante tutto l’anno - continua Zanella - sulle uve e nella cantina durante l’elaborazione dei vini con analisi chimiche e organolettiche dei campioni nelle varie fasi della produzione, sul rispetto dei tempi di vinificazione, imbottigliamento, affinamento e commercializzazione delle bottiglie”
Il Consorzio è da sempre attivo anche nell’attività di sperimentazione. Da ricordare il completamento e la successiva pubblicazione nel 1997 della ricerca sulla zonazione iniziata nel 1992 che ha permesso di definire la vocazionalità dell’intera area viticola, studiando l’effetto dell’insieme delle caratteristiche geopedologiche e morfologiche del paesaggio sulle prestazioni vegetoproduttive e qualitative del vigneto franciacortino. Su tale studio è da poco partita una nuova fase di approfondimento.
Nel 2000 è stata avviata una ricerca sulla valutazione dello stato nutrizionale della vite in collaborazione con il mondo accademico, mentre è in programma un ulteriore studio per un maggior dettaglio delle informazioni fino ad ora acquisite sul terroir e sulle interazioni degli esiti viticolo-enologici.
Dal 2001 al 2005, sempre allo scopo di approfondire la ricerca per la valorizzazione del binomio territorio-prodotto per un sistema produttivo di elevata qualità, il Consorzio ha realizzato un progetto di viticoltura di precisione su vasta scala.
Grazie all’uso combinato di immagini satellitari ad alta precisione, di complessi algoritmi e di rilevazioni Gps sul terreno, i produttori hanno la possibilità in tempo reale di ottenere informazioni estremamente importanti e dettagliate sulla produzione ad ettaro, sullo stato di maturazione dell’uva in termini di tenore zuccherino, acidità e polifenoli.
Il Consorzio segue costantemente l’impegno dei produttori nel mettere in pratica tutte quelle scelte produttive e commerciali che garantiscono una sempre più elevata qualità al consumatore: limitare correttamente le rese di uva; puntare soprattutto sulla cura del vitigno Chardonnay per una armonizzazione e specificità di gusti; vincolare i vigneti ai tipi di impianti e di potature di forma compatta e corta; elevare le caratteristiche fisico-chimiche del prodotto base; allungare il più possibile il periodo di evoluzione in bottiglia del Franciacorta; fornire le più complete informazioni al consumatore.
Oggi nuovi compiti spettano al Consorzio: la certificazione dell’intera filiera, dalla produzione di uva alla consegna dei contrassegni di Stato per tutte le Aziende, consorziate e non, che utilizzano la denominazione. Una normativa pesante sul piano applicativo, risultato della collaborazione tra il Ministero, la Regione, la Camera di Commercio e il Consorzio stesso e che ha consentito di raggiungere l’ulteriore controllo che richiedeva l’applicazione della Docg: il definitivo livello di certezza rispetto ai quantitativi di prodotto atto ad essere designato come Franciacorta.
Il Consorzio ha, tra i suoi compiti, non solo un’opera di controllo e tutela anche legale del prodotto in tutto il mondo, ma anche una grande azione di promozione e diffusione del marchio Franciacorta.
Opera su tutto il territorio nazionale e internazionale presenziando in modo significativo alle più importanti manifestazione del settore vitivinicolo, promuovendo incontri con le principali istituzioni, presentazioni con degustazioni guidate di Franciacorta, conferenze stampa, contatti con giornalisti e opinion leaders, organizzando banchi d’assaggio e in generale eventi e iniziative finalizzate a una conoscenza sempre più diffusa e approfondita del Franciacorta e del territorio in cui nasce.
Per info: www.franciacorta.net



