Corso di sommelier per ignari
‘Se sapessimo gustare il vino, il pane, un’amicizia, sapremmo gustare allo stesso modo ogni istante della nostra vita, nel rispetto e nell’ascolto silenzioso della buon’ora che passa’ .
Jean Trèmoliers.
Qual filosofo disse che l’uomo si distingue da tutti gli altri animali per due cose: bere senza sete e fare l’amore in ogni tempo dell’anno? Per “bere senza sete” deve intendersi il bere che si fa di vino, naturalmente.
Queste riflessioni ci pongono innanzi l’importanza di saper degustare il vino e ciò significa osservare, valutare l’aspetto visivo, olfattivo, gustativo e postgustativo attraverso i nostri organi di senso dove arrivano gli stimoli che vengono riconosciuti e catalogati dal nostro cervello. L’intenzione di questa “pagina” è quella di condurre il lettore ad apprendere questa arte per la quale occorrono dedizione, rigore, presenza mentale e pratica frequente, applicando le regole e la grammatica necessarie. Insegnerà soprattutto, almeno lo spero, a conoscere i vini e ad apprezzarli; saper degustare è alla base del saper bere. La degustazione insegna la maestria e il buon uso dei nostri sensi. I buoni vini incitano alla sobrietà e l’alcolismo è la sanzione del bere male. Bevete meno ma siate difficili nelle vostre scelte. Ogni volta che acquistate un vino indegno, fate un torto alla causa del vino. Goethe scriveva: “La vita è troppo breve per bere un cattivo vino”.
La degustazione insegna anche a parlare di vino. Bere vino non è un piacere solitario; se è buono, fatelo sapere ai vostri amici. Ci sono pochi piaceri che rendono così eloquenti come quello che si divide bicchiere alla mano. A questa scuola, vedrete, diventerete presto eruditi. La degustazione deve essere per voi un mezzo di controllo permanente della qualità. Qualunque sia il tipo di vino, bisogna che apprendiate a degustarlo bene. Abbiamo sempre bisogno, del resto, di perfezionarci. Vi è difficile fare progressi in questo ambito se gustate solo il vostro vino. Approfittate di tutte le occasioni per uscire dalla vostra casa, della vostra area di denominazione, dalla vostra regione, dal vostro paese. Si ridiventa spesso molto modesti da questi confronti. Se siete originari di un paese di tradizione viticola, siete eredi della civilizzazione del vino; questo vi attribuisce dei doveri, ma potete appartenere anche ad un paese poco colonizzato dalla vigna. In entrambe i casi, siete contemporaneamente rappresentativi e responsabili della qualità dei vostri vini.
Siete voi che, in un certo senso, “fate” la loro qualità; se ci sono i vini cattivi è perché ci sono cattivi bevitori. “Il gusto è simile alla grossolanità dell’educazione”. Bevete il vino che vi meritate. Scegliete di bere meglio, accettate di pagare più caro un vino perché è superiore e i vini ben presto miglioreranno. Sta al consumatore scoraggiare gli autori di cattivi vini. Da un punto di vista più tecnico i propositi sono: spiegare le relazioni esistenti fra le varie componenti del vino e le sensazioni che esse producono; insegnare a gustare il vino valutandone in modo completo le caratteristiche; permettere a ciascuno di mettere a punto un proprio sistema di “lettura” dei vini rendendolo perciò più gratificante. Per realizzare questi propositi sarà anzitutto necessario imparare l’alfabeto, cioè la tecnologia necessaria per definire i vari aspetti di un vino e per spiegare la tecnica dell’assaggio; individuare i caratteri fondamentali di ogni vino e le diverse fasi della degustazione.
E’ quel che faremo a partire dal prossimo numero.




